MEDITERRANEO

Le antiche tradizioni sarde
e le sue caratteristiche

Tradizioni antiche

Le tradizioni sarde sono profondamente radicate nella cultura millenaria dell’isola. La cucina tipica, come il pane frattau e la zuppa gallurese, e le leggende popolari, come quelle delle fate mitologiche chiamate janas, sono tramandate di generazione in generazione. Le sagre e le feste popolari, come la Festa del Redentore a Nuoro, la Festa di Sant’Efisio a Cagliari e la Cavalcata Sarda a Sassari, sono occasioni per ammirare sfilate di abiti tipici e ascoltare il canto dei tenores e vedere il ballo tondo. L’artigianato, con creazioni come le fedi sarde in filigrana e le ceramiche dipinte a mano, è un’espressione dell’autentica maestria sarda. Il liquore di mirto rappresenta la cultura enogastronomica dell’isola.

Leggende popolari sarde:

L’immaginario delle tradizioni popolari sarde è fervido. Si narra ad esempio che nelle domus de janas, tombe preistoriche disseminate in tutto il territorio dell’isola, abitino fate mitologiche dispensatrici di tesori, le janas, creatrici nondimeno della filigrana sarda e delle fedine sarde. Esistono numerose leggende legate alle janas, fra le più famose quella delle fate di Giave, in provincia di Sassari. Nelle storie popolari sarde spuntano anche folletti dispettosi, impegnati a fare scherzetti alle persone durante il sonno. Non mancano figure tenebrose che hanno a che fare con la realtà. Sa femina accabadora, fino a qualche decennio fa, era la donna che praticava l’eutanasia ai malati in fin di vita. Esistono anche i gentiles? Esseri di statura gigantesca e forza sovrumana, in genere di bell’aspetto, con un occhio solo come Polifemo. Fra i boschi e gli antichi borghi dell’isola si nascondono altri esseri fantastici. Per conoscerli basta ascoltare i racconti della gente del posto, soprattutto degli anziani. Le Donne che si trasformavano in animali pronti a succhiare il sangue dei neonati, uomini tramutati in buoi con grosse corna appuntite che annunciavano la morte, ragni velenosi posseduti da spiriti demoniaci.

Il folklore sardo è ricco di leggende e figure mitologiche. Le janas sono fate mitologiche che abitano nelle domus de janas, tombe preistoriche dell’isola, e sono considerate creatrici della filigrana sarda. Vi sono anche folletti dispettosi e figure tenebrose come sa femina accabadora, che praticava l’eutanasia ai malati in fin di vita. I gentiles, esseri giganti e di bell’aspetto con un occhio solo, e altre figure come la Súrbile, che si trasformava in animali per cibarsi del sangue dei neonati, e l’Érchitos, uomini malvagi trasformati in buoi per annunciare la morte, popolano le storie. L’argia, un ragno realmente esistente e velenoso, rappresentava uno spirito demoniaco.

Feste e sagre in Sardegna:

Le feste e sagre sarde offrono una panoramica del patrimonio culturale dell’isola. Tra gli eventi principali ci sono i fuochi di Sant’Antonio Abate a gennaio, il carnevale sardo con le maschere di Mamuthones di Mamoiada e Boes e Merdules di Ottana, e la Sartiglia di Oristano a febbraio. A giugno, Alghero celebra i Focs de Sant Juan, mentre a maggio si svolge la Cavalcata Sarda di Sassari e la Festa di Sant’Efisio a Cagliari. Ad agosto, Nuoro ospita la Festa del Redentore, e in autunno l’evento Autunno in Barbagia coinvolge i comuni della provincia di Nuoro con mostre di artigianato, canti, poesie in limba sarda e balli tondi.

Artigianato sardo:

L’artigianato sardo è vario e simbolico. Le fedi sarde in filigrana simboleggiano l’unione e la fertilità, e su coccu è un amuleto contro il malocchio. L’occhio di santa Lucia, incastonato in gioielli, ha lo stesso potere. Il corallo di Alghero è utilizzato per creare gioielli marini, mentre il sughero viene lavorato per produrre vassoi, borse e sculture. Il legno di ginepro è usato per creare elementi d’arredo rustici. Le ceramiche sarde presentano motivi geometrici e pavoncelle, mentre i tessuti artigianali come cuscini, copriletti e tappeti sono rinomati, soprattutto quelli di Samugheo.