MEDITERRANEO

Folklore nell'isola
di Sant'Antioco
e non solo...

Tradizioni nell’isola di Sant’Antioco

l’isola di Sant’Antioco e la sua origine

È consuetudine poetica attribuire origini divine alla propria terra, circondando di leggenda le notizie che hanno superato l’oblio dei millenni. Le fonti latine e greche del VI secolo a.C. narrano che la Sardegna, pur vantando i lembi geologici più antichi d’Italia, fu l’ultima a ricevere l’uomo. La sua posizione geografica, lontana dalle coste europee e africane, l’avrebbe isolata dallo sviluppo culturale e dai movimenti di idee delle genti italiche. Tuttavia, recenti esplorazioni speleologiche suggeriscono che l’uomo potrebbe essere stato presente in Sardegna e Sulcis molto prima. 

Leggende e Ipotesi sulle Origini dei Sardi

Le origini e gli stanziamenti delle popolazioni sarde sono avvolti nel mistero e nella leggenda. Diverse genti si sarebbero sovrapposte a un antico strato indigeno: SARDUS, figlio di una divinità identificata con Ercole, avrebbe guidato i Libi in Sardegna; NORACE, figlio di Hermes, vi avrebbe condotto gli Iberi; ARISTEO e IOLAO avrebbero introdotto i Greci. Strabone e altre fonti citano i Tirreni e le genti Pelasgiche come primi abitanti. Tra le ipotesi più accettabili, i sardi sarebbero identificabili con i SHARDANA, uno dei “popoli del mare” che aggredirono l’Egitto. L’egittologo Chabas conferma l’identificazione con i guerrieri sardi grazie all’abbigliamento di guerra, come l’elmo cornuto, visibile nei bronzetti. 

Il Popolo Sardo: Provenienze e Ipotesi Storiche

Gli abitanti della Sardegna sembrano appartenere al gruppo razziale libio-africano o iberico. Studi antropologici indicano che molti crani neolitici ed eneolitici appartengono a una razza africana stanziata lungo la costa settentrionale dell’Africa. Diverse teorie sulle origini del nome “Sardegna” spaziano da ICNOS o ICHNUSA a SANDALIOTIS e SARDON. La nostra isoletta di Sulcis ha avuto diversi nomi antichi: MOLIBODES, PLUMBARIA, AESONIA, e SULCIS. L’origine di questi nomi rimane incerta e lascia perplessi.

La Preistoria della Sardegna e Sulcis

Circa quattromila o tremila anni fa, l’uomo iniziò il suo cammino nella Sardegna e nell’isoletta di Sulcis. La civiltà preistorica si sviluppa e si conclude tra il terzo millennio a.C. e il 400 a.C. Nel periodo neolitico, le abitazioni erano costituite da grotte naturali e artificiali e primitive stazioni all’aperto, con armi e oggetti in pietra, ossidiana, osso e argilla. 

Le "Domus de Janas"

Intorno al 2000 a.C. appare il rame, segnando l’inizio del periodo eneolitico. Caratteristiche di questo periodo sono le “Domus de Janas” (case di fate), tombe scavate nelle colline rocciose o alle pendici delle montagne, destinate a conservare i resti degli antenati e celebrare riti propiziatori. Nella nostra isoletta di Sulcis, due “Domus de Janas” situate nella zona “Is Pruinis” sono particolarmente interessanti per la loro struttura e rifiniture interne. 

La Civiltà Nuragica

Lo sviluppo della civiltà nuragica si estende dal 1500 al 400 a.C., con due fasi principali: una fase di formazione (1500-800 a.C.) e una fase di piena fioritura (800-500 a.C.). I nuraghi, le tombe dei Giganti e le sculture in bronzo di stile geometrico sono le manifestazioni più significative di questa civiltà, che si differenzia per numero, imponenza e originalità da qualsiasi altra civiltà preistorica del Mediterraneo.

 

Il Nuraghe

La Ricchezza di Nuraghi nell'Isola di Sulcis

La nostra isola, tra tutte quelle della Sardegna, è l’unica particolarmente ricca di Nuraghi, con oltre cento strutture contate da La Marmora, delle quali una trentina sono ancora parzialmente visibili. I Nuraghi, tipiche costruzioni megalitiche di forma circolare, costituiscono un affascinante mistero storico. La loro funzione esatta è ancora dibattuta: potrebbero essere state abitazioni, altari, templi, tombe dei Fenici, o anche spelonche dei Ciclopi descritte da Omero. Recentemente, il professore Gaetano Baglio ha avanzato una teoria secondo cui i Nuraghi rappresenterebbero i rifugi dei Ciclopi dell’Odissea, collocando l’isola dei Ciclopi nella zona meridionale della Sardegna.

Le Fortezze Nuragiche

L’ipotesi più accreditata è che i Nuraghi fossero fortezze difensive, erette per proteggere i villaggi nuragici. Queste torri tronco-coniche, alte da dieci a venti metri, sono costruite senza l’uso di malta cementizia, basandosi sull’equilibrio dei massi. Ogni Nuraghe presenta una struttura simile, con una porta architravata al pianterreno che conduce a una camera circolare coperta da una cupola. I Nuraghi si sviluppano in forme sempre più complesse, con camere sovrapposte accessibili tramite scale a spirale e ampliamenti che includono torri aggiuntive e recinti fortificati. La loro disposizione lungo i litorali e in punti strategici testimonia il loro scopo difensivo.

I Villaggi Nuragici e le Tombe dei Giganti

Intorno ai Nuraghi si trovano villaggi nuragici con capanne circolari di base in pietra e tetto di legno o frasche. In località “Grutt’acqua” e “Cannai” nell’isola di Sulcis, si possono vedere resti di questi villaggi, con capanne disposte attorno a torri nuragiche. Le tombe ipogeiche e megalitiche, come le “tombe dei giganti”, sono strutture funerarie che ospitavano le generazioni di morti dei villaggi nuragici. Queste tombe, insieme ai templi nuragici, dove si rendeva culto alle fonti d’acqua, testimoniano una cultura complessa e ben sviluppata. 

La Vita nei Villaggi Nuragici

I villaggi nuragici erano centri vitali dove si svolgevano varie attività quotidiane. Scavi archeologici hanno restituito numerosi reperti, come avanzi di pasto, armi, strumenti, e vasellame, che rivelano una tecnica progredita. Tra i reperti più significativi ci sono i bronzetti nuragici, piccole sculture in bronzo che mostrano influenze egee, orientali e iberiche. Questi reperti forniscono una preziosa testimonianza della vita e delle tradizioni dei protosardi. 

La Cronologia dei Nuraghi

I Nuraghi furono costruiti dalla fine dell’età eneolitica fino all’età del ferro, in un arco di tempo che va dal secondo millennio a.C. fino al periodo dell’invasione romana. Durante questo lungo periodo, i Nuraghi servirono anche come rifugi durante i conflitti, rappresentando l’ultimo baluardo dell’indipendenza sarda contro l’avanzata romana.

Le “Pietre fitte”

Introduzione ai Monoliti Megalitici

Le antichità archeologiche più rudimentali e di difficile interpretazione nell’isola di Sulcis sono i monoliti chiamati “PERDAS FITTAS”. Questi monumenti megalitici precedono i Nuraghi e sono costituiti da pietre allungate, irregolari, spesso grezze, infisse nel terreno come obelischi. Si ritiene siano simboli religiosi o idoli primitivi, simili ai betili venerati nell’oriente semitico.

Il Culto Aniconico e le Pietre Sacre

L’uomo primitivo sviluppò il culto del sole e della luna, associandoli alla creazione della vita. Il culto aniconico prevedeva l’adorazione della pietra sacra, che rappresentava l’unione tra il soprannaturale e il naturale. Questo culto si diffuse anche tra civiltà avanzate come quelle semitiche, greche, egizie, e romane. Le pietre sacre erano considerate dimore di spiriti e venivano spesso scolpite o levigate per rappresentare divinità.

Il Feticismo delle Pietre e le Testimonianze Storiche

Il feticismo delle pietre si manifestava in molte culture antiche. In Grecia, pietre come il “Zeus Kappotas” e l’onfalo di Delfi erano considerate dimore divine. Anche nella civiltà ebraica, la pietra aveva un culto particolare, con numerosi riferimenti nella Bibbia. A Roma, pietre sacre come il “Lapis Silex” venivano usate nei trattati e nei giuramenti. Questo culto aniconico è ben documentato anche in Sardegna e nella nostra isoletta.

I Menhir e le Pietre Fitte in Sardegna

In Sardegna e nell’isola di Sulcis, abbondano menhir, pietre sacre e betili dalle forme più svariate. Molti di questi monumenti litici hanno caratteristiche uniche, suggerendo una civiltà autoctona. Le loro posizioni e orientazioni indicano spesso il sorgere e il tramontare del sole, collegandoli al culto solare. La litolatria, il culto delle pietre, si evolse nel fallicismo, il culto degli organi genitali, considerati entità divine. 

Esempi di Monumenti Litici nell'Isola di Sulcis

Nell’isola di Sulcis si trovano numerosi esempi di pietre fitte, roccioni e aeroliti utilizzati per indicare il sole. Alcuni sono allo stato naturale, mentre altri sono lavorati e levigati, assumendo forme antropomorfiche. Tra i più noti, i monoliti “Su Para e Sa Mongia” sull’istmo di congiunzione con la terra madre, che rappresentano figure maschili e femminili. Anche in Corsica si trovano monoliti simili, chiamati “U Frate e ‘a Sora”. 

I monoliti e le pietre fitte presenti nell’isola di Sulcis sono testimonianze di antiche pratiche religiose e cultuali. Questi monumenti megalitici, dalle forme e dimensioni variegate, riflettono una civiltà primitiva ma complessa, con una profonda connessione con la natura e il cosmo. La loro diffusione e le caratteristiche uniche evidenziano l’importanza di queste strutture nel contesto archeologico e culturale della Sardegna.